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È arrivata nelle scorse ore la svolta nelle indagini sul Killer di Roma. Gli inquirenti hanno fermato un uomo ed è da ore sotto interrogatorio.

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Ingresso della Questura di Roma (foto dalla pagina Facebook della questura)

Si è parlato di incubo Serial Killer a Roma, dove lo scorso  17 Novembre tre donne sono state uccise nel quartiere Prati. Le vittime, due donne di origine cinese e una colombiana, sono stata ritrovati in luoghi diversi ma comunque nella stessa zona dell’elegante quartiere della Capitale.

Fin da subito, il Modus Operandi simile ha spinto da subito gli inquirenti a credere che gli omicidi potessero essere collegati. La Squadra Mobile ha avviato da subito le indagini, sentendo prima gli inquilini dei palazzi in cui sono stati ritrovati i cadaveri e poi sui telefoni delle vitte.

È sulle chat di queste che ci si è concentrati nelle ultime 24 ore; dai tabulati telefonici, gli inquirenti hanno cercato di ricostruire gli incontri delle tre donne con i propri clienti ed eventualmente rintracciare un punto di contatto.

Un incubo però durato appena 48 ore. Questa mattina, infatti, è stato fermato un uomo tenuto sotto interrogatorio per tutta la giornata.

Serial Killer di Roma: fermato Giandavide De Pau

Si chiama Giandavide De Pau, l’uomo fermato e condotto in Questura e sospettato dei tre omicidi. L’uomo è un 51enne con precedenti, si tratta dell’ex autista del boss Michele Senese.

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Polizia di Stato (foto da @poliziadistato_official)

A condurre la Polizia sulle tracce di De Pau è stata la sorella stessa dell’indagato che allarmata da una chiamata ricevuta dall’uomo, ha poi deciso di contattare le forze dell’ordine.

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L’uomo è stato ascoltato per oltre 7 ore: “Ricordo di essere stato nella casa di via Riboty, (qui si riferisce alle due donne cinesi, ndr) ma poi ho il buio. So solo che c’era tanto sangue“. Un racconto ancora frammentato e confuso quello dell’uomo attualmente in cura per psichiatrica per disturbo antisociale della personalità.

Di fatto, De Pau durante l’interrogatorio era ancora sotto l’effetto di sostanze stupefacenti consumate proprio la notte degli omicidi. L’uomo ricorda di aver trascorso la notte insieme della donna cubana, supertestimone del caso, e di aver anche contattato le due donne cinesi la mattina seguente.

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L’uomo ha affermato di aver cercato di tamponare la ferita alla gola di una donna cinese e di aver per questo appoggiato e dimenticato il suo cellulare per terra: “Non ricordo di essere stato in via Durazzo“, dove è stata uccisa la 65 enne colombiana Martha Castano Torres. “Non lo ricordo proprio, mi contestate due omicidi, quindi non avrebbe senso negarne un terzo. Ero stravolto. Ho vagato due giorni senza mangiare e dormire.”

L’uomo è stato poi scortato al carcere Regina Coeli.