I risultati mostrano un andamento positivo che rilancia il settore beauty anche in un momento 

difficile e parla di come la cura di sé stessi sia più di un semplice lusso

Il settore della bellezza non manca di riservare sorprese in questo biennio attraversato dalla pandemia di Covid-19. Sele vendite di cosmetici sono in calo, un trend positivo arriva dal settore dell’estetica professionale. A cominciare dal fenomeno dell’epilazione definitiva, che incoraggia un numero sempre maggiore di clientela vogliosa di riporre nel cassetto cerette e rasoi.

Nessuno si sarebbe aspettato che ci potesse essere una crescita esponenziale della domanda relativa alla cura del corpo, eppure le percentuali fornire dalle società demoscopiche evidenziano come la pelle glabra, per esempio, viene preferita al drenaggio o all’idratazione.

Ma ciò che sorprende ancor di più, lo si riscontra nello spacchettamento delle percentuali tra donne e uomini. In sintesi, l’uomo che non dovrebbe chiedere mai, oggi chiede l’epilazione totale più del gentil sesso.

Nonostante le donne siano ancora la maggioranza, è in costante aumento la percentuale maschile che vi ricorre: si è passati dall’11,8% del 2017 al 15% del 2019, fino al 17,4% del 2020.

Le parti più richieste dagli uomini sono le spalle (17,10%), la schiena (15,82%), il petto (13,5%), le ascelle (13,2%), l’ addome (11,5%), ma non manca chi sceglie di definire la barba (6,19%) o persino di eliminarla completamente (2,5%). Le parti più richieste dalle donne: gambe (34,5%), inguine (29,7%), braccia (24,6%), ascelle (21,2%).

In ogni caso va detto che è un fenomeno tutto nordico, in quanto al sud, forse anche per una cultura ancora ramificata nelle vecchie tradizioni, il sistema della ceretta regge rispetto alla taconolgia. Le regioni italiane che nel 2020 hanno registrato un aumento significativo sono Emilia Romagna (+27%); Lombardia (+12%); Veneto (+7%); Piemonte (+5%).

A rimetterci, come dicevamo prima, sono i prodotti cosmetici. Secondo il report di McKinsey & Company dello scorso maggio, infatti, le vendite del make-up sono calate del 30% a livello globale. E, secondo il report di Epilate, in autunno in una inattesa controtendenza alla crisi economica c’è stato un vero e proprio boom delle cure del corpo che ha registrando una crescita record nel solo mese di settembre, un +15% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Segnali positivi che indicano come la bellezza possa essere anche un’importante risorsa e che, come ha sottolineato la presidente di Epilate, Adela Romero Sanchez: “Questi numeri ci mostrano come la cura del sé sia qualcosa di tutt’altro che superfluo. Può essere un lusso, certo, ma prendersi cura del proprio corpo può aiutarci a stare meglio in un momento difficile e di recuperare fiducia in un periodo che sta mettendo tutti a dura prova”.

Negli ultimi 2 anni si è registrato in generale un incremento delle persone che ricorrono all’epilazione definitiva del 37,91% rispetto al biennio precedente.

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