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Ora la strada per il primo termovalorizzatore di Roma è più libera, nonostante le opposizioni di una parte politicao (qui la recente analisi di Carlo Fusi). Non solo il decreto Aiuti, fresco di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha conferito quei pieni poteri al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che dovrebbero garantire un iter più spedito del normale e in grado di dribblare la burocrazia e le imboscate dei veti. Ma anche le grandi utilities sono scese in campo per fare la loro parte e dotare finalmente Roma di un impianto in grado di risolvere l’emergenza delle emergenza: lo smaltimento dei rifiuti.

Sono ormai anni che la Capitale affoga nella spazzatura, tra una raccolta a singhiozzo e una differenziata mai veramente decollata. Ora però può arrivare la parola fine. E Gualtieri potrà per esempio programmare la costruzione del nuovo termovalorizzatore di Roma, bypassando il Piano Rifiuti della Regione Lazio, che non prevede questo tipo di impiantistica. Una partita a cui guardano con interesse i colossi del settore in Italia, come Acea, che ha già dato disponibilità a investire sul progetto.

A Piazzale Ostiense, di cui il Campidoglio detiene il 51%, in occasione della presentazione della trimestrale l’impegno si è già manifestato. “Il progetto del termovalorizzatore per Roma è molto importante, riteniamo sia una soluzione valida per il problema del trattamento dei rifiuti prodotti dalla città di Roma e riteniamo inoltre che Acea sia un candidato naturale sia per la realizzazione che per la gestione, in linea con quello che abbiamo sempre dichiarato di essere un operatore di realizzazione e gestione di impianti”, ha spiegato il ceo Giuseppe Gola.

E che da parte della multiutility romana ci sia un certo pedigree in materia, lo dimostra anche l’attuale gestione di due termovalorizzatori: quello di San Vittore (Frosinone) e quello di Terni. Inoltre lo stesso Gualtieri punta a una collaborazione più stretta tra Acea con Ama, l’azienda di igiene urbana al 100% del Comune. Gola è stato se possibile ancora più chiaro. “Lavoreremo a questo progetto che il Comune di Roma assegnerà seguendo le normali procedure di edilizia pubblica a cui parteciperemo”.

Il tutto, partendo da conti in crescita, anche nei mesi dei postumi della grande pandemia. Da decifrare ancora l’impatto del caro-energia, ma per il momento la trimestrale parla chiaro: Ricavi per 1,1 miliardi (+28% rispetto al primo trimestre 2021), Ebitda a 318 milioni di euro (+2%) e utile netto del salito del 20% a 99 milioni di euro, essenzialmente dovuto all’effetto dell’operazione di deconsolidamento delle società fotovoltaiche: al Fondo britannico Equitix è stata ceduta una quota di maggioranza della newco che gestirà gli asset fotovoltaici.