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L’accordo sull’alleanza tra Pd, Verdi e Sinistra italiana arriva dopo un’ultima trattativa di un’ora nella sede dem al Nazareno tra Enrico Letta, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Un patto di natura anzitutto «elettorale», ha sottolineato il segretario dem che ha voluto citare le divisioni sul sostegno al governo Draghi, ma anche le battaglie comuni su ambiente e politiche sociali portate avanti al Parlamento europeo: «Oggi sigliamo questo accordo elettorale – ha detto Letta – collegato allo spirito della legge elettorale, e ciò significa orientare l’esito del parlamento, la solitudine delle nostre forze politiche porterebbe a una maggioranza a trazione delle destre». Il segretario dem ha poi aggiunto: «Il senso di responsabilità prevalga sulle altre considerazioni nei prossimi giorni di campagna elettorale». Letta ha poi specificato che gli accordi siglati in questi giorni «sono separati ma compatibili: un patto elettorale e un accordo elettorale oggi: questa intesa è compatibile con quanto negoziato martedì scorso», con Calenda e Della Vedova.

Le condizioni dell’accordo

Sui seggi uninominali l’accordo raggiunto dal Partito Democratico con Verdi e Si è 80% (Pd) e 20% (Verdi-Si). Dopo l’accordo siglato con Carlo Calenda, i dem avevano concesso ad Azione e +Europa il 30%, mentre per il Pd restava il 50% dei candidati da eleggere con il sistema maggioritario. Sempre in base all’accordo sottoscritto con il leader di Azione, nei seggi concessi a Sinistra italiana e Verdi non ci saranno figure apicali dei due partiti, ma personalità della società civile e alcuni dirigenti di partito.

Bonelli: «Inaccettabile regalare seggi a questa destra estrema»

«Regalare seggi a questa destra estrema non è accettabile, rispetto a ciò che sappiamo potrebbero fare. Costruire un fronte ampio, pur con le differenze che conosciamo, è dirimente», ha dichiarato in conferenza stampa il co-portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli. «Sentiamo la responsabilità di salvaguardare la Costituzione rispetto a una destra estrema che la vuole cambiare, guardando al presidenzialismo – ha aggiunto -. Davanti a una destra alleata con Vox in Spagna, con Marine Le Pen e con Afd in Germania, noi sentiamo forte senso di responsabilità». Bonelli ha poi aggiunto: «La difesa della democrazia viene prima di tutto, non ci può esser lotta contro il cambiamento climatico se non facciamo prima una battaglia per la democrazia: dobbiamo concentrare le nostre energie per battere la destra estrema, si apre una fase nuova».

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